Molti rivenditori di capsule e cialde per caffè hanno infatti spostato con successo il loro business verso la realizzazione e la vendita di capsule compatibili a marchio proprio. I consumatori abituali di caffè porzionato non sono più fidelizzati come un tempo e sono sempre più propensi a provare nuove miscele grazie all’opportunità di poter impiegare la propria macchina con capsule non originali.

Emerge anche una nicchia di aziende molto competitive, che propongono con successo cialde e capsule compatibili Nespresso, Lavazza o Dolce Gusto, a marchio proprio . L’obiettivo di aziende www.Caffefoschi.it è quello di offrire una miscela di alta qualità impiegabile senza essere vincolati dalla forma e dalla tipologia di capsula, ma un altro grande punto di forza è la produzione di capsule biodegradabili.

 

Macchine del caffè sempre più economiche e vantaggiose offerte di comodato d’uso hanno permesso alla maggior parte delle nostre case di essere dotate di una macchina da caffè in cialde o capsule automatica. La mancanza di tempo e il bisogno sempre più impellente di praticità sta rendendo la moka, la caffettiera tradizionale, obsoleta.

Le nuovissime e scintillanti macchine da caffè automatiche, non sono più semplici elettrodomestici ma complementi d’arredo, soggette ai trend dell’home design. La praticità è la velocità con cui si può preparare il caffè in ogni momento della giornata ha sicuramente favorito la sua diffusione, ma anche il sapore del caffè espresso come quello che si trova al bar ha ampiamente contribuito.

Le miscele di caffè tostato infatti, nonostante il costo medio al kg di soli 10€, nettamente inferiore i 48€ al kg delle capsule, registrano un calo nelle vendite. Se già nel 2013 il caffè in capsule veniva visto come un fenomeno, oggi è una vera e propria esplosione. I primissimi in quegli anni a cavalcare l’onda del +20% annuo di fatturato sono stati sicuramente Lavazza e Nespresso, del gruppo svizzero Nestlé. Mentre le miscele per caffettiera, i grani, il caffè solubile, registravano un sensibile calo del -9%.

Allineati a questi trend positivi sono anche i consumi ai distributori automatici, utilizzati da 30 milioni di italiani, che uniti ai fruitori di caffè in capsule, generano un fatturato annuo di oltre 3,4 miliardi di euro, +3,1% rispetto al 2014.

Dai dati Iri del 2013, il mercato del caffè era dominato per il 65% dai 3 principali player di settore. Negli anni a seguire però la competitività del settore è decisamente aumentata, riducendo il predominio del mercato dei maggiori player dal 69,8% del 2014 al 69,2% del 2015.

Il potere acquisito negli anni da Lavazza, Nespresso, Illy, Necsafé, viene destabilizzato principalmente dai competitor online, che propongono scontistiche vantaggiose e prezzi competitivi. Anche i canali di vendita più tradizionali come OCS (Office Coffee Service), risentono di questa competitività senza confini, che permette di acquistare liberamente online.

Come già detto, le principali case di produzione di caffè in capsule che registrano aumenti del +20% di anno in anno sono solo 6. Lo scorso anno Nescafè Dolce Gusto si è affermato il miglior player, con un incremento del +34%, a seguire Caffè Borbone, Caffitaly System, Caffè Vergnano e Nespresso.

Jean-Paul Gaillard, ex Ceo di Nespresso, oggi fondatore di Ethical Coffee Company, utilizza il termine disastro parlando del riciclo delle bellissime e coloratissime capsule in alluminio che sono l’emblema e la forza del colosso Nestlè.Ognuna contiene solo 5-6 g di caffè e richiede 500 anni per decomporsi. Nonostante l’alluminio sia riciclabile all’infinito, non bisogna sottovalutare in primis i costi di estrazione dal minerale, e poi la pulizia, l’asciugatura e lo smaltimento delle capsule.

Sempre più persone oggi sono sensibili al packaging sostenibile e decidono di conseguenza di acquistare da altri produttori, senza rinunciare al caffè espresso a casa propria o in ufficio.

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